Mission del Progetto TPG

Il TPG nasce 10 anni fa, con l’obiettivo di raccogliere gli sciatori che vogliono allenarsi e progredire, indipendentemente dal Club di appartenenza. In questo modo nel corso degli anni abbiamo recuperato  atleti molto dotati che, per motivi economici, di studio o per il mancato raggiungimento degli standard da Comitato Regionale, rischiavano la scelta dell'abbandono sportivo. A volte è solo questione di dare un’alternativa di allenamento, insegnare il lavoro anche a casa, spiegare la tecnica e il funzionamento del corpo.

Questo “progetto” vede nascere ben 15 maestri di sci, con diverse presenze nel Gruppo Regionale.  La collaborazione con le scuole di sci del territorio favorisce i legami tra atleti di diversa provenienza, insegna il valore del rispetto e dell’amicizia.

L’aspetto “personalizzato” delle attività permette di lavorare con le varie fasce di età. Con i bambini bisogna insistere sotto il profilo ludico-motorio e stimolare la passione per le attività, con gli adolescenti bisogna far capire lo stretto rapporto tra impegno e risultati, puntando sul fattore gruppo ed amicizia come collante e deterrente da attività meno impegnative e anche però meno utili.

Una delle cose che va sempre ricordata è che ogni atleta ha dei limiti, ma non bisogna per forza abbattere l’ostacolo, spesso fisico e di crescita, che a volte viene superato con il tempo, oppure semplicemente valutando propensioni per altre discipline o specialità. Importante è anche indirizzare  i ragazzi verso ciò che sono più portati a fare.  Molti atleti arrivano ad un alto livello ma non raggiungono l’eccellenza, tuttavia poi possono percorrere la strada di Maestro, Istruttore, Allenatore.

Il ruolo di relazione con la famiglia degli atleti ricopre una parte fondamentale del progetto. I ragazzi si assentano spesso e vengono inseriti in training in ghiacciaio sia in periodi invernali che estivi. Bisogna quindi sostenere le famiglie nell’insegnamento della corretta gestione del tempo e dello studio, ricordando sempre agli atleti che la scuola è un mezzo fondamentale per raggiungere i propri obiettivi professionali.

Lo sport non rappresenta solo un’attività fisica. Richiede concentrazione, organizzazione, impegno e costanza. Qualsiasi attività di trainig personalizzata poi insegna ai giovani e adolescenti a trasferire le competenze sportive nella vita, ad essere non solo  sciatori di alto livello ma anche persone con  grandi potenzialità di successo.

 

Tutti gli ex atleti hanno intrapreso direzioni scolastiche impegnative, con ottimi risultati, chi continuando a fare attività, chi abbandonando in età ormai adulta, sempre restando legato con passione all'attività svolta, agli amici conosciuti e al mondo dello sci.

Istruttore: Dove, come, quando...

 

Come istruttore, allenatore, coach, abbiamo sempre un unico denominatore: per mezzo dell'allenamento arrivare a  produrre risultati didattici apprezzabili. i. Dobbiamo avere sempre ben presente l'elemento fondamentale, la motivazione, che rimane comunque e ad ogni livello alla base di qualsiasi successo sportivo; la motivazione è senza dubbio la chiave d'accesso al lavoro di tutti i giorni, attraverso il quale l'atleta soddisfa i suoi bisogni, gli stimoli positivi, l'interesse e il divertimento, la ricerca di affiliazione verso l'allenatore ed i compagni di allenamento e non ultimo il bisogno di affermazione e di riuscita. I giovani amano lo sport, soprattutto come occasione di socializzazione e di divertimento: se la società sportiva (o la disciplina scelta) lascia insoddisfatti sotto questo aspetto molto probabilmente la mancanza di tempo e gli impegni scolastici porteranno l'atleta all'abbandono

Tra le cause di abbandono si trovano, sicuramente, il consumismo e le distrazioni, ma anche lo sport ha le sue colpe: spesso non si verifica un abbandono ''di uno sport'', ma ''dello sport''; e i motivi possono essere riconducibili alla difficoltà di conciliare lo studio con l'attività sportiva, alle incomprensioni con gli allenatori o ai costi troppo elevati. In tale contesto, è importante il ruolo che giocano oggi le società sportive, che organizzano l'attività agonistica sul territorio e che tendono ad un avviamento precoce allo sport agonistico dei giovani, con selezioni ed allenamenti intensivi che conducono i soggetti scartati a considerarsi fuori dal gioco come atleti di non particolare interesse. In fase adolescenziale, tutto questo produce un atteggiamento di rinuncia ad ogni pratica sportiva, poiché viene vissuta come fallimentare e, di conseguenza, come fonte di insicurezza. Alcuni imputano il problema dell'abbandono a difetti del giovane d'oggi, troppo appagato da altri interessi, che avrebbe una scarsa attitudine a impegnarsi per qualcosa che costa fatiche e rinunce e non paga immediatamente. Per questo è importante che l'adolescente sia assistito in questa fase della sua vita, perché può facilmente fare delle scelte non costruttive e decidere prima di non aver raggiunto la maturità (Del Piano, 1999).

Cosa fare

Dobbiamo provare a innovare lo sci se desideriamo rispondere ai nuovi bisogni dei giovanissimi e dei giovani. Dobbiamo essere tutti insieme capaci di offrire nuove motivazioni e più stimolanti modalità organizzative di avviamento allo sport, specie per il settore agonistico giovanile, con progetti più a misura dei reali bisogni degli atleti. 


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/sport/drop-out-sportivo-adolescenza1.html